La terra trema... io cosa faccio? Gli interventi di sensibilizzazione sui bambini - Conosco Imparo Prevengo

PSICOLOGIA DELLE EMERGENZE, PROTEZIONE CIVILE, SICUREZZA, TERRITORIO
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La terra trema... io cosa faccio? Gli interventi di sensibilizzazione sui bambini

Archivio > Aprile 2009 > Formazione e scuola

C.I.P. n. 7 - FORMAZIONE E SCUOLA
LA TERRA TREMA IO COSA FACCIO

COME I BAMBINI VIVONO LA PAURA DEL TERREMOTO
Maria Teresa Devito* e Rosita Maglio**
* Psicologa del lavoro, esperta in psicologia dell’emergenza
** Psicologa clinica, volontaria Servizio Civile presso il Centro Alfredo Rampi Onlus

Durante l’anno scolastico 2008/2009, il Centro Alfredo Rampi, in collaborazione con il gruppo di volontari di Protezione Civile del Comune di Albano ed i Vigili del Fuoco, ha proposto degli incontri-seminari in diverse scuole elementari del Comune di Albano Laziale, con lo scopo di incrementare, attraverso attività didattiche (di informazione) e ludiche, una risposta comportamentale adeguata sia durante che dopo situazioni di emergenza; nel caso particolare, sviluppare nei ragazzi la capacità di attuare comportamenti sicuri in caso di terremoto. L' obiettivo principale dei seminari proposti è stato quello di puntare al riconoscimento emotivo legato all'esperienza di pericolo per ridurre e bloccare una iniziale intensificazione delle emozioni negative. Attraverso alcune attività ludiche sono state indotte nei ragazzi le reazioni fisiche della paura, insegnando loro a gestirle e "tenerle sotto controllo" con delle tecniche di rilassamento. Questo ha dato ai ragazzi un’idea chiara degli strumenti utili da poter utilizzare nei momenti di maggiore necessità per ottenere una risposta comportamentale e psicologica idonea alla sopravvivenza, diminuendo ed elaborando l'ansia e la paura. Ciascun seminario terminava con un intervento dei Vigili del Fuoco ed uno dei volontari della Protezione Civile, in cui venivano date ai ragazzi informazioni utili sul comportamento da tenere in caso di emergenza. I ragazzi hanno elaborato un disegno al termine di ogni attività, fornendo un utile feedback del lavoro svolto.

IL CAMPIONE
Il campione considerato è costituito da tutti i ragazzi che hanno partecipato alle attività didattico-ludiche ed è composto da 310 soggetti. Le classi interessate vanno dalla I alla V elementare di sette diverse scuole del Comune di Albano Laziale. Del totale complessivo del campione, 152 soggetti sono maschi, 125 sono femmine e 33 n.d. (rientrano nella categoria non definiti i ragazzi che non hanno scritto sul foglio il proprio nome).

RISULTATI
I disegni raccolti sono stati analizzati prendendo in considerazione alcuni elementi fondamentali dell'analisi dei disegni. Gli indici presi in considerazione sono stati: tratto del colore; colore prevalente; presenza/assenza di figure umane che tutelano; presenza/assenza di mezzi di soccorso; presenza/assenza di azioni finalizzate al soccorso; fuoco; terremoto; nuvole; sole; linee di terra; incapsulamento; cancellature. L'individuazione e l’interpretazione dei diversi indici fanno riferimento a diverse ricerche e testi che si sono sviluppati intorno al disegno suggerito (cfr. Crocetti,2008, Castellazzi,2003). Molti degli indici considerati per i livelli di interpretazione riguardano il livello grafico e poco il livello delle strutture formali, poiché non è stato possibile osservare i ragazzi mentre eseguivano i disegni. Al tempo stesso gli indici considerati sono significativi se letti in una cornice psicodinamica, infatti tra i significati di un indice possono comparire sia il soddisfacimento di una pulsione che la negazione di questa.
In linea generale sembrano emergere delle differenze significative rispetto all’età dei ragazzi sia per quanto riguarda l'uso dei colori, il tratto, le cancellature, la presenza di inglobamento sia anche per il contenuto dei disegni stessi. Si nota, infatti, in modo evidente e chiaro, che i disegni proposti dai ragazzi delle prime classi presentano una percentuale di incapsulamento pari al 31% (percentuale relativa alla media delle prime tre classi), contro il 14% della V elementare. In linea generale l’incapsulamento consiste nel chiudere la figura entro un cerchio, una cornice, un reticolato o semplicemente dentro un'altra forma e rappresenta nel disegno angoscia relazionale ed isolamento emotivo. Nei disegni con una percentuale di inglobamento molto elevata è possibile rilevare una percentuale altrettanto notevole di bambini e ragazzi che utilizzano pattern relazionali con queste modalità, sottolineando anche la mancanza di risorse mature ed adattative. Rispetto alla presenza o meno di risorse da utilizzare, i ragazzi più grandi rappresentano la propria sicurezza e la maturità delle risorse a disposizione attraverso la mancanza di disegni con incapsulamento; solo 8 ragazzi della V classe hanno riportato disegni compartimentati. E’ altrettanto possibile notare come il numero di tale item tende a diminuire con l’aumentare dell’età, è quindi inversamente proporzionale all’età. Questo dato rende ragione del fatto che il processo di crescita determina una diminuzione di meccanismi e modalità primitive di relazione a favore di schemi più adattativi e più funzionali. Queste differenze vengono messe in evidenza anche dal tratto utilizzato: disordinato per i ragazzi delle prime classi (I, II, elementare), che evidenzia sia la scarsa capacità di questi bambini di avere un contatto con la realtà adeguato, sia una frequente incapacità a gestire emozioni a causa di un umore alternante, confuso. L’età dei ragazzi è altamente indicativa dell’espressività dei tratti. Non ancora sicuri delle proprie capacità e risorse, sottolineano la loro fragilità attraverso il carattere disordinato, indefinito e poco chiaro. Diverso, d’altra parte, il tratto prevalente che emerge dai disegni dei ragazzi più grandi (III, IV e V elementare): uniforme. La fermezza e la continuità del tratto simboleggia un particolare controllo sulla propria condotta, sicurezza anche di risorse e mezzi a disposizione. L' uniformità del tratto rappresenta la maturazione delle iniziali risorse infantili ora trasformate in nuovi strumenti cognitivi, fisiologici e relazionali, prive della connotazione fantastica caratteristica del pensiero magico. Questa "trasformazione" non è, però, presente in tutti i disegni che mostrano tale tratto. In alcuni sono presenti, infatti, strascichi delle precedenti modalità infantili come rappresentato dalla presenza dell’inglobamento. I dati più interessanti riguardano l’item  " figure umane che tutelano". Tale item rappresenta un alto grado di simbolizzazione e ci informa circa il messaggio che è stato dato durante i seminari in classe. Quasi tutti i ragazzi, infatti, hanno riportato nei loro disegni figure umane che prestano aiuto. La presenza di queste figure è importante in contesti quali quelli del terremoto, del crollo della scuola o qualsiasi situazione di pericolo. La figura umana che più spesso compare come figura che presta aiuto è quella del vigile del fuoco, seguita nel 20% dei disegni dai volontari della Protezione Civile.


i vigili del fuoco


i volontari di protezione civile


E’ particolarmente indicativo sapere che i ragazzi di questa età posseggono nella propria mente una "situazione tipo" di pericolo e soprattutto la percezione di chi può portare loro aiuto e protezione. Risulta fondamentale capire che viene percepita anche dai ragazzi una "relazione di aiuto", fatta da persone e mezzi che sono pronti ad aiutarli in caso di necessità. Questa rappresentazione è importante perché in situazioni di pericolo permette ai ragazzi di rimanere tranquilli, calmi, sapendo che qualcuno presto verrà loro in soccorso, ma è anche un’utile informazione per chi è dall’altra parte. E’ proprio una situazione del genere che permette a tutti di evitare di "andare in panico". La relazione tra panico e paura è molto sottile e altrettanto lo è il filo che determina la trasformazione della paura in panico. Diversa, infatti, è la rappresentazione mentale del bambino e del ragazzo che sanno di ricevere aiuto e protezione in caso di pericolo rispetto a quella dove in sopraggiunte situazione di emergenza non c’ è nessuno ad aiutarli. Scopo dei seminari voleva essere anche quello di aiutare i ragazzi a capire "la relazione di aiuto". Sapere cosa potrà succedere in situazioni di pericolo, cosa potrebbe accadere in caso di terremoto è servito ad aumentare il senso di fiducia nelle altre persone. La maggior parte dei ragazzi ha rappresentato nei loro disegni azioni raffiguranti momenti di aiuto, relazioni significative di collaborazione.








L’analisi dei disegni mette in rilievo come questo messaggio è passato anche ai soggetti più piccoli. Nelle prime classi, infatti, la percentuale dei ragazzi che hanno rappresentato azioni di aiuto è elevata: 86% nelle I, 71 % nelle II, 75% nelle III classi.


 
 
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