Il villaggio della prevenzione e della sicurezza II edizione - Conosco Imparo Prevengo

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Il villaggio della prevenzione e della sicurezza II edizione

Archivio > Dicembre 2012 > Protezione civile e volontariato

C.I.P. n. 18 - PROTEZIONE CIVILE E VOLONTARIATO

IL VILLAGGIO DELLA PREVENZIONE E DELLA SICUREZZA – II EDIZIONE
Prevenzione, sicurezza e Protezione Civile, a 20 anni della legge 225/92: gli sviluppi normativi per il volontariato
Giulia Filacchioni
*Psicologa clinica della Persona, delle Organizzazioni e della Comunità, tirocinante presso il Centro Alfredo Rampi Onlus


In seguito al grande successo ottenuto l’anno scorso in occasione del trentennale del Centro Alfredo Rampi Onlus, domenica 23 Settembre 2012 si è tenuta, all’interno della Città di Castel Gandolfo, la II edizione de " Il Villaggio della Prevenzione e della Sicurezza".
La manifestazione è stata promossa dal Centro Alfredo Rampi Onlus e dal Centro Operativo Alfredo Rampi – Castelli Romani, in collaborazione con il Gruppo comunale di Protezione Civile della Città di Castel Gandolfo, con lo scopo di diffondere la cultura della prevenzione nel campo della sicurezza e della protezione civile.
Una motivazione ulteriore che ha spinto alla realizzazione di questa iniziativa, volta a promuovere la cultura della prevenzione, è stata la ricorrenza del ventennale della legge 225/92, che ha portato alla nascita del Servizio Nazionale di Protezione Civile, e del trentennale dell’istituzione del Dipartimento della Protezione Civile (1982-2012).
Le organizzazioni  promuoventi hanno collaborato sinergicamente per  mettere a disposizione della cittadinanza dei Castelli Romani le molteplici esperienze acquisite nei diversi ambiti della previsione, della prevenzione e del soccorso in caso di calamità, grandi rischi ed incidenti, sia professionali che di volontariato.
All’interno del Parco degli Ibernesi, è stato riprodotto, dalle associazioni di Protezione Civile, un tipico campo di accoglienza che viene allestito in caso di maxi emergenze.


Ricostruzione di un campo di accoglienza allestito in caso di maxi-emergenze.

Al suo interno, erano presenti diverse tende, ognuna legata ad una funzione specifica: quella designata alla prima accoglienza ed alla raccolta dei nominativi e dei dati, col fine di ricostruire un semi censimento, quella degli Psicologi dell’Emergenza (PSIC-AR), predisposta al sostegno  psicologico,  quella del PMA (Punto Medico Avanzato)  gestito dalla Croce Rossa per il sostegno medico. Sono stati allestiti anche stand gestiti da varie associazioni di Protezione Civile e istituzioni scientifiche come l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Non poteva mancare un’area destinata alla ristorazione.



I volontari delle diverse associazioni intervenuti alla manifestazione, al momento della benedizione del villaggio.

Il villaggio è stato inaugurato, alle ore 9.00, dal Sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi e da  Monsignor Passamonti, che ha benedetto tutti i volontari ed i cittadini presenti.



Inaugurazione del villaggio e e taglio del nastro tricolore.
In primo piano, Milvia Monachesi, il Monsignor Passamonti e Daniele Biondo


Successivamente, le autorità presenti hanno svolto un giro per il campo, passando per le diverse tende, all’interno delle quali, ogni rappresentate ha fatto una breve descrizione della stessa e dell’associazione alla quale apparteneva. Alcune associazioni hanno offerto mini corsi di formazione ai cittadini e attività per i ragazzi.

Tavola rotonda


Durante la mattinata si è tenuta la Tavola Rotonda sul tema: "Prevenzione sicurezza e Protezione Civile, a 20 anni della legge 225/92: gli sviluppi normativi per il volontariato". In questa occasione, sono intervenuti i diversi sindaci dei Comuni dei Castelli Romani, a cominciare dalla padrona di casa, il Sindaco di Castel Gandolfo Milvia Monachesi, la Dott.ssa Giuliana D’Addezio responsabile  dell'area didattica dell' INGV,  il Direttore Centrale per la formazione dei Vigili del Fuoco Gregorio Agresta, il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, con Titti Postiglione, responsabile dell’Ufficio Volontariato.



Saluti del Sindaco di Castel Gandolfo.
Nella foto da sx: Daniele Biondo; Nicola Marini; Milvia Monachesi; Stefano Cecchi;
Annarita Contestabile; Roberto Mantua



Tavola rotonda del villaggio.


La Postiglione ha ribadito l’importanza del ruolo del volontariato nel campo della prevenzione e la necessità di una continua formazione del volontario per la sua sicurezza e la protezione delle vittime delle maxi emergenze. Inoltre, ha sottolineato l'importanza di queste iniziative organizzate dal Centro Alfredo Rampi, per aumentare la sensibilizzazione e la formazione dei cittadini nell'affrontare in maniera  idonea le emergenze.
È intervenuto  Roberto Mantua,  Presidente del COAR-CR (Centro Operativo Alfredo Rampi Castelli Romani), un' Associazione che riunisce i cittadini di Ciampino e dei Castelli Romani, nata il 30 Novembre 2011 subito dopo il Trentennale del Centro Alfredo Rampi.
Mantua ha tenuto a sottolineare che "le Associazioni NON si muovono soltanto quando c’è l’emergenza vera, ma anche per importanti e significative attività che possono contribuire all’addestramento pratico dei volontari perché collaborare con le istituzioni e partecipare ad attività di Protezione Civile fa sempre piacere ma soprattutto ALLENA a comportarsi e a confrontarsi con gli altri."
Ha anche trattato il tema del volontariato, sottolineando la forma preventiva del suo impegno sul territorio locale: "vale a dire, l’utilizzo delle Associazioni in collaborazione con le Istituzioni tramite l’impiego ai fini della PREVENZIONE. La Tutela e la Sicurezza del territorio e della cittadinanza si eleva se si PREVIENE. Bisogna incominciare a pensare ad un cambio di rotta e impiegare di più il mondo delle Associazioni per la PREVENZIONE, vale a dire, usando un termine noto, in tempo di pace. Ad oggi in Italia, così nel Lazio ed anche nei Comuni, si impiega il volontariato prevalentemente nell’EMERGENZA. Possiamo fare e dare di più se pianifichiamo insieme alle Istituzioni."
Successivamente, è intervenuto il Presidente/Coordinatore del Gruppo Comunale di Protezione Civile di Albano Laziale, Disaster Manager, Mauro De Rossi, il quale ha trattato il tema sul percorso della sicurezza per i volontari di Protezione Civile. Ciò è stato fatto partendo dalla descrizione della situazione attuale riguardo al decreto legislativo n.81/2008. L’11 Gennaio 2011, infatti, si è riunita la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Nell’occasione è stato preso in esame il decreto con cui vengono definite le modalità per la sorveglianza sanitaria dei volontari di Protezione Civile e vengono condivisi gli indirizzi comuni su: scenari di rischio di Protezione Civile e compiti dei volontari, controllo sanitario di base e attività di formazione. Il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.82 del 6 aprile 2012.
Con questo decreto si completa il quadro normativo sulle disposizioni in materia di sicurezza contenute nel Decreto Legislativo n. 81/2008 e nel Decreto Interministeriale di Attuazione del 13 aprile 2011.
Il D.L. n. 81/2008, la legge che tutela la sicurezza dei lavoratori, si applica alle attività svolte dai volontari di Protezione Civile con modalità specifiche dedicate esclusivamente a loro. Il legislatore ha ritenuto, infatti, che un settore tanto importante per la vita del Paese, caratterizzato da esigenze particolari e non assimilabili ad altri ambiti di attività, come è il volontariato di Protezione Civile, meritasse un’attenzione particolare.
Questo "percorso della sicurezza" per i volontari di Protezione Civile, continua ad illustrare Mauro De Rossi, si sviluppa a partire da tre capisaldi:

art. 3, comma 3-bis, del d. lgs. 81/2008, che ha stabilito che nei riguardi delle organizzazioni di volontariato, le disposizioni del testo unico sulla salute e la sicurezza negli luoghi di lavoro sono applicate tenendo conto delle particolari modalità di svolgimento delle rispettive attività da individuarsi con un successivo decreto interministeriale;
decreto interministeriale di attuazione del 13 aprile 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del’11 luglio 2011;
con il decreto del Capo del Dipartimento della Protezione Civile del 12 gennaio 2012, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 aprile 2012 con il quale, vengono definite le modalità di effettuazione della sorveglianza sanitaria per i volontari di protezione civile e vengono condivisi indirizzi comuni in materia di scenari di rischio di protezione civile e dei compiti in essi svolti dai volontari, di controllo sanitario di base, di formazione.

Ha aggiunto, inoltre, di voler "sfruttare" la tavola rotonda organizzata per questa occasione, col fine di poter rendere note le innumerevoli difficoltà che ogni giorno i volontari si trovano ad affrontare. Ha dichiarato, infatti, che "spesso il volontario spinto dalla voglia di voler aiutare il prossimo si spinge anche dove ormai la normativa stabilisce delle regole ben precise, mi spiego meglio; ad esempio durante la campagna AIB 2012 moltissimi volontari hanno eseguito numerosi interventi senza avere le dovute certificazioni e abilitazioni sia in termini di formazione riconosciuta che di piano sanitario e visite mediche per non parlare dell’utilizzo dei DPI (dispositivi protezione individuale).
Mi permetto di affermare che i volontari della Regione Lazio sono spesso abbandonati a se stessi, all’improvvisazione senza piani di formazione dettati dalle strutture competenti e che ormai devono, ripeto, devono allinearsi alle normative. […] Personalmente conosco bene le responsabilità, conosco bene la normativa ma non ho interlocutori che possano darmi risposte certe, questa situazione la stanno vivendo nella Regione Lazio moltissimi altri colleghi coordinatori e presidenti di associazione. Credo sinceramente che ci sia bisogno sempre più di una supervisione da parte del Dipartimento di Protezione Civile."
A tal proposito, ha sottolineato come una buona iniziativa sia stata avviata dal DPC, riguardante i piani di Protezione Civile, grazie alla quale si sta spingendo molto sul tema e si stanno pubblicando anche le liste dei buoni e degli inadempienti, facendo pian piano gioco di squadra e costringendo, così, anche la Regione Lazio e la Provincia di Roma a strutturarsi definitivamente in modo serio con percorsi formativi ben delineati, con percorsi sanitari riconosciuti e nei giusti tempi. Ha reso noto, inoltre, l’intenzione di voler replicare, all’interno della sua Associazione, ciò che è stato compiuto già l’anno scorso e, cioè, un percorso di formazione della durata di circa 4 mesi per i nuovi volontari, in cui i moduli formativi hanno toccato a 360° le tematiche di sicurezza, ambiente, telecomunicazioni, logistica, topografia, viabilità, normativa, primo soccorso, aib ecc. ecc. e con esercitazioni pratiche per testare l’efficienza e le competenze.
Ha concluso dichiarando che "abbiamo bisogno di riferimenti certi, di organizzazione strutturata, abbiamo bisogno di creare il "sistema Protezione Civile";  in fondo non credo sia così difficoltoso basta copiare da altre Regioni che da anni si sono organizzate."
In merito a questo argomento, è intervenuto, infine, il Vice Presidente del Centro Alfredo Rampi Onlus, Daniele Biondo, il quale si è soffermato, soprattutto, sulla descrizione della figura del volontario e della sua tutela, garantita dal D.Lgs 81/08.
Nel testo originario del D.Lgs 81/08 era esplicitamente espressa una equiparazione alla figura di lavoratore del volontario come definito dalla Legge 266/91, nonché del "volontario che effettua il servizio civile", per i volontari del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile "tenendo conto delle effettive particolari esigenze connesse al servizio espletato". Successivamente, la volontà del legislatore è cambiata e con il D.Lgs 106/09 si è voluto equiparare ai lavoratori autonomi i volontari, di cui alla legge 266/91, e i volontari che effettuano il servizio civile, assoggettandoli agli oneri dell'art. 21, ed al contempo riducendo gli obblighi del datore di lavoro nei loro confronti.
L'individuazione della corretta forma di tutela garantita dal D.Lgs 81/08 al volontario può essere così riassunta:

Sono equiparati a lavoratori autonomi (ex art. 3, comma 12 bis) i volontari: 1) che effettuano il servizio civile (ex legge 6 marzo 2001 n. 64);
2) che prestano attività in modo personale, spontaneo e gratuito, tramite l'organizzazione (Legge 266/91) di cui il volontario fa parte, senza fini di lucro anche indiretto ed esclusivamente per fini di solidarietà. In buona sostanza questi volontari hanno la facoltà (non l’obbligo) di sottoporsi a sorveglianza sanitaria ed a corsi di formazione con oneri a proprio carico. Devono inoltre utilizzare attrezzature di lavoro conformi alle disposizioni di cui al titolo III del D.Lgs. 81/08 e munirsi di Dispositivi individuali di protezione. Ciò si evince dalla lettura combinata degli artt. 3, comma 12 bis e 21 comma 2 del D.Lgs. 81/08, come modificato dal D.Lgs. 106/09.

Sono equiparati a lavoratori (ex art. 2, comma 1; e 3, comma 3 bis) i volontari: 1) che operano all'interno delle organizzazioni di volontariato della protezione civile, ivi compresi i volontari della Croce Rossa Italiana e del Corpo Nazionale soccorso alpino e speleologico, e i volontari dei vigili del fuoco. Eventuali volontari che operino al di fuori dei casi citati e che svolgano un'attività lavorativa nell'ambito dell'organizzazione di un datore di lavoro, sono riconducibili nell'ambito della definizione di lavoratore (art. 2, com. 1, lettera a, del D.Lgs 81/08).

Nel pomeriggio, è stata organizzata, in presenza di un notevole numero di cittadini, un’esercitazione/dimostrazione della Protezione Civile, inerente la simulazione di un soccorso di alcune vittime rimaste intrappolate sotto le macerie di un edificio, in seguito ad una scossa di terremoto.



Simulazione di un terremoto


Simulazione dell’intervento dei soccorritori.



Simulazione dell’intervento degli psicologi del Centro Alfredo Rampi


Simulazione dell’intervento della Protezione Civile.

All’interno della tenda del PMA alcuni volontari della Croce Rossa hanno mostrato alla popolazione alcune manovre utili da fare al bambino, nel caso in cui si trovi in una situazione di soffocamento per aver ingerito qualche oggetto.



Dimostrazione della Croce Rossa su come intervenire in caso di soffocamento di un bambino .



Contemporaneamente, per intrattenere i bambini, un mago si è esibito in una spettacolo di magia. Al termine delle giornata, il Vicepresidente del Centro Alfredo Rampi ha consegnato, insieme  al Sindaco della Città di Castel Gandolfo, gli attestati di partecipazione alle diverse Associazioni che hanno preso parte alla manifestazione.



Consegna degli attestati di partecipazione alle diverse associazioni intervenute alla manifestazione.




Elenco delle Associazioni e degli Enti che hanno preso parte alla Manifestazione:

Centro Operativo Alfredo Rampi Castelli Romani (COAR-CR)
GR Comunale Città di Castel Gandolfo
Protezione Civile Albano Laziale
Protezione Civile Ariccia
Protezione Civile La Fenice Ariccia
Gruppo CB Falco Frascati
Associazione Protezione Civile MPC 03
ASA Protezione Civile Rocca Di Papa
AVPC Beta 91 Montecompatri
Protezione Civile Grottaferrata
Protezione Civile Rocca Priora
Gruppo Comunale Città di Marino
Protezione Civile Velletri
Associazione Protezione Civile Valmontone
Protezione Civile Artena
CRI Comitato Locale Marino
CRI Comuni dell’Appia
Psicologi dell’emergenza Alfredo Rampi (PSIC-AR)
Centro Alfredo Rampi Onlus
Protezione Civile Roma VIII
AVPC Palombara Sabina
Gruppo Comunale Ceprano
Protezione Civile Monte Flavio
Protezione Civile Lunghezza
Protezione Civile Provincia di Roma
Nucleo Volontari Protezione Civile Nerola
Protezione Civile Roma Eur
Protezione Civile Santalsiero Lariano


 
 
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