Editoriale - Conosco Imparo Prevengo

PSICOLOGIA DELLE EMERGENZE, PROTEZIONE CIVILE, SICUREZZA, TERRITORIO
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Editoriale

Archivio > Dicembre 2012

EDITORIALE
Rita Di Iorio

Cari lettori
il giorno 19 maggio stavo, insieme ad alcuni colleghi del Centro Alfredo Rampi al seminario su "Adolescenza, urgenza e richiesta di aiuto-assistenza psicologica nei pronto soccorso" (riportato  nel settore Psicologia dell'emergenza), quando una collega mi fa leggere sul suo cellulare la notizia sulla bomba a Brindisi. Dopo qualche minuto leggiamo le drammatiche notizie che ci fanno immediatamente provare sentimenti di incredulità, scoramento e rabbia.
Non passano dieci minuti che Federico Cellini di Save the Children ci comunica che sta partendo per Brindisi e ci chiede una supervisione su come muoversi per verificare eventuali possibilità di intervento psicosociale.
In serata ci invia la richiesta di mandare una equipe di psicologi per sostenere i ragazzi delle scuole limitrofe e la mattina seguente partono due colleghi con il Ludobus di Psic-AR (come riportato nel settore Psicologia dell'emergenza).
Il giorno dopo altra notizia drammatica: il terremoto in Emilia Romagna.
Un rappresentante del Centro Rampi ed uno di Save the Children partono per andare a verificare anche lì la necessità di un nostro eventuale intervento di aiuto psicosociale. Tornati a Roma riportano che di aver ricevuto tante richieste dai colleghi sul posto ma non essendo stati mai attivati ufficialmente, dagli Organi competenti, non abbiamo potuto mettere a servizio dei cittadini emiliani il nostro supporto psicosociale.   
Eppure ancora oggi riceviamo richieste di sostegno, ormai formativo, dai colleghi impegnati nel territorio, riceviamo report relativi ad esperienze di centri abitati che non sono stati seguiti dal punto di vista psicosociale. Questo lascia senza risposta le domande: come mai tante risorse disponibili, non solo i nostri psicologi ma anche quelli appartenenti ad altre associazioni, non sono state utilizzate? Come mai è ancora difficile, da parte di diverse organizzazioni che coordinano interventi di protezione civile, comprendere che l'intervento psicologico durante l'emergenza deve andare di pari passo con gli altri interventi (medico, logistico, ecc.)? Come mai allo psicologo che interviene in emergenza non viene richiesta una preparazione specifica e l'appartenenza ad associazioni riconosciute e registrate nei registri regionali come per gli altri volontari?  Come mai gli stessi albi professionali degli psicologi non  difendono tale professionalità invece che colludere con questa scarsa considerazione della specifica professionalità dello psicologo dell'emergenza?  
I volontari diventano negli anni una forza sempre più formata e specializzata, appartenente ad associazioni riconosciute che si muove solo dopo attivazione degli organi competenti. Una forza  che viene sempre più utilizzata, data la specifica struttura del territorio italiano, una forza preziosa e di fondamentale importanza per la salvaguardia delle popolazioni colpite da calamità. Dalla nascita del Centro Alfredo Rampi Onlus che lavora insieme alle associazioni di volontariato  per migliorare sempre più l'organizzazione e la formazione  dello stesso. Il  volontariato è sempre più consapevole del diritti e doveri che tale impegno richiede, nessun volontario si permette, o gli viene permesso, di partire se non appartenente ad un'associazione di riferimento riconosciuta dalla regione o dal Dipartimento nazionale di protezione civile, senza coperture assicurative ed una specifica formazione che tale associazione ha il dovere di fornire e garantire ai suoi iscritti.
Ai rischi naturali ci stiamo abituando, ormai non li neghiamo più anche se il passo per la formulazione di piani di sicurezza sia strutturali che culturali ancora sono inefficienti. Eppure lavorare per aumentare l'informazione e la formazione della popolazione per renderla più consapevole e preparata a rispondere alle emergenze insite nel proprio territorio sembra  ancora far parte di un pensiero fantascientifico.
Il Centro Rampi continuerà insieme a tutte le associazioni che vorranno condividere tale impegno   a lavorare in questa direzione, basti fare riferimento alla news relativa all'organizzazione del "II Villaggio della sicurezza" che verrà svolto il 23 settembre presso i Castelli Romani!

In questo numero presentiamo alcuni articoli sulla psicopedagogia del rischio stradale, mentre – per dare spazio alla triste vicenda di Brindisi – quelli relativi agli interventi sullo scenario di un incidente stradale saranno inseriti nel prossimo numero.
Buona lettura


 
 
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